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La roccia dell’Elefante

A pochi minuti da Castelsardo, si trova la Roccia dell’elefante, un grosso masso di roccia vulcanica dall’intenso color ruggine, notevolmente eroso dagli agenti atmosferici che
gli hanno conferito il singolare aspetto di un pachiderma seduto.

Nei documenti ufficiali la roccia era chiamata Sa Pedra Pertunta (la pietra traforata). Fu poi nel 1914 lo studioso Edoardo Benetti il primo ad associare il masso ad un elefante.
In età prenuragica è stata utilizzata come domus de janas, ovvero come sepoltura multipla. In sardo il temine significa casa delle fate perché una leggenda e l’uso comune le indicavano come abitazioni di fate.

Avvicinandosi alla roccia si notano alcune aperture quadrangolari scavate nella roccia, e disposte su due livelli, all’interno di questi vani sono ancora visibili bassorilievi raffiguranti corna taurine.

I Nuraghi

Dell’antica civiltà nuragica non abbiamo notizie certe. Probabilmente si tratta